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Banca d’Italia analizza i trasferimenti in USDC: i costi possono arrivare al 9%

Banca d’Italia analizza i trasferimenti in USDC: i costi possono arrivare al 9%

Uno studio della Banca d’Italia analizza i costi dei trasferimenti internazionali in USDC. I risultati mostrano differenze significative tra i vari Paesi, con costi complessivi che in alcuni casi possono arrivare quasi al 9%.

La Banca d’Italia ha analizzato il funzionamento e i costi dei trasferimenti internazionali effettuati utilizzando la stablecoin USDC. La ricerca ha preso in considerazione dieci diversi corridoi internazionali e trasferimenti da 200 USDC, con l’obiettivo di valutare il costo reale dell’operazione dall’inizio alla fine.

I costi dei trasferimenti in USDC possono variare molto

I risultati mostrano che il costo complessivo può variare sensibilmente a seconda del Paese e delle modalità utilizzate per acquistare, trasferire e convertire la stablecoin.

Nel campione analizzato, le spese complessive sono comprese tra circa lo 0,3% e quasi il 9% dell’importo trasferito.

La blockchain rappresenta solo una parte del costo finale

Un aspetto interessante riguarda il ruolo della blockchain. Il costo direttamente associato alla transazione on-chain rappresenta in media soltanto una parte limitata della spesa complessiva, pari a circa lo 0,4%.

Una quota maggiore dei costi può invece derivare dalle operazioni necessarie per convertire la valuta tradizionale in USDC e successivamente riconvertire la stablecoin nella valuta locale.

Lo studio evidenzia quindi che l’utilizzo di una stablecoin non significa automaticamente ottenere un trasferimento internazionale più economico.

Il costo finale dipende dall’intera infrastruttura coinvolta nell’operazione, compresi exchange, sistemi di pagamento, banche e modalità di conversione.

USDC può essere competitivo, ma non in tutti i casi

In alcuni dei corridoi analizzati, USDC può risultare competitivo rispetto ai servizi tradizionali per le rimesse. In altri casi, invece, i costi possono essere superiori.

Particolarmente significativo è il caso di un trasferimento dagli Emirati Arabi Uniti verso l’Italia, dove l’utilizzo di una carta di pagamento ha contribuito ad aumentare sensibilmente il costo dell’operazione.

Anche la velocità dipende dall’intera infrastruttura

La ricerca mostra inoltre che anche la velocità di una transazione non dipende esclusivamente dalla blockchain.

Sebbene il trasferimento di USDC sulla rete possa essere rapido, l’intero processo comprende anche il deposito iniziale e la conversione finale nella valuta locale.

Il ruolo delle infrastrutture finanziarie

Per la Banca d’Italia, questi risultati evidenziano l’importanza di considerare non soltanto le caratteristiche tecniche delle stablecoin, ma anche l’efficienza delle infrastrutture che collegano il sistema blockchain ai servizi finanziari tradizionali.

Le stablecoin continuano comunque a rappresentare una componente rilevante del mercato degli asset digitali.

Il loro utilizzo per pagamenti e trasferimenti internazionali potrebbe aumentare con lo sviluppo delle infrastrutture finanziarie, della regolamentazione e dei servizi che collegano gli asset digitali al sistema bancario.

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